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    Erano 300 giovani e forti…

    By matteo | March 12, 2005

    Mi son scorso la lista dei 300 (mi sembrano meno, a dire il vero) de “L’arcipelago delle libertà“. C’ho trovato diversi che mi sorprende abbiano aderito (anche se non è chiaro come e se lo abbiano fatto). Mi domando se tutti quelli là lo sanno, in effetti. C’è anche il manifesto dei blogger liberali, che inizia così:

    COSA MANCA ALLA DESTRA LIBERALE?

    MANIFESTO DEI BLOGGER LIBERALI

    (con preghiera di tam tam).

    Assunto: nel tessuto sociale e culturale italiano si è formato un movimento composto da credenti, laici liberali e liberal-socialisti. Questo movimento non si muove in base a schemi di partito ed è per forza di cose fluido, mobile, più innovativo dei suoi quadri di rappresentanza. Potremmo definire questo movimento come “neocon”, anche se –per dire la verità- esso è la vera forza progressista del paese, mentre quello parallelo di sinistra –l’unico motore che tiene in vita il delirio bertinottiano- è conservatore, illiberale, antimodernista. Chiamiamolo allora “neolib”.

    Voi che ve ne intendete e ne masticate di robine così cosa ne dite?

    Topics: Un tempo era tutta campagna | 4 Comments »

    4 Responses to “Erano 300 giovani e forti…”

    1. isntitapity Says:
      March 12th, 2005 at 7:13 am

      Mbè, certo, quando un movimento è mobile…

    2. caporaleReyes Says:
      March 14th, 2005 at 6:35 pm

      non so se hai notato, ma, in mezzo a tanti blog dal titolo francamente comico (penso di poterli battere tutti, però: se stasera sono dello spirito giusto, creo fartsinamericasmelllikeroses.splinder.com e poi sottoscrivo il manifesto dei blogger liberali), c’è anche il tuo amico Malvino.

    3. sphera Says:
      March 14th, 2005 at 7:57 pm

      Robine così le masticherà lei, caro mio.

    4. spiritum Says:
      March 14th, 2005 at 8:55 pm

      @Caporale: adeso “amico” mi pare veramente fortino, eh.

      @Sphera: sussia, cerchi di essere più costruttiva, signora mia. Intendevo “voi” che ci masticate di politica, io non so manco distinguere la mia destra dalla mia sinistra e, come occorre, l’una non sa quello che fa l’altra.