« Il motore del 2000 Tutti i navigatori prima… | Home | La dura vita del blogger Si fa presto a… »
La forza e i calzettoni Sono le piccole…
By matteo | March 4, 2003
La forza e i calzettoni
In inverno, ogni mattina, quando indosso i calzettoni (qui ci vuole subito una precisazione semantica: li ho sempre chiamati “calzettoni”, quelli invernali, “calzini” quelli estivi ma so che alcuni li chiamano pedalini o altro: bon, non so quale sia il termine corretto ma, vuoi uomini, se non portate autoreggenti – pur nelle legittime deviazioni che ognuno ha – sapete di cosa sto parlando e penso mi capiscano pure le donne) comincia la mia personale opera di autocontrollo e miglioramento costante. Infatti, dopo i primi 10 secondi che stanno lì belli allineati un dito sotto al ginocchio, appena mi son alzato in piedi loro iniziano a scendere, inesorabilmente. Non cambia che siano nuovi o vecchi, di lana o cotone, scuri o chiari (questo è ovvio, ma ci tengo a dire che quelli invernali son tutti scuri, e ho detto tutto): scendono. Per lunghi anni, in adolescenza e gioventù, la cosa mi irritava oltremodo: sempre lì a tirarli su, prima di alzarmi dalla scrivania, prima di salire in macchina, appena seduto a tavola, in ogni momento. E loro, vigliacchi, dopo un battito di ali di farfalla ricominciavano a scendere. D’estate è diverso, un po’ perché i calzini corti reagiscono diversamente un po’ perché spesso son scalzo con i sandali. Ho visto in giro che esiste una specie di appendino per uomo, tipo una giarrettiera da polpaccio con le mollette: per me è troppo, non potrei mai indossare un ambaradan del genere, mi urta solo l’idea.
Son passati gli anni e, inverno dopo inverno, son cambiato anch’io. Ora al mattino, seduto sul letto, prendo in mano i calzettoni, li guardo con tenerezza, li annuso (non si sa mai) li accarezzo e provo per loro un senso di affetto: comincia la sfida, ma sono sereno e non li odio più. Ora non cedo più all’impulso di riallinearli ad ogni dove e ad ogni quando, aspetto, me li vedo, attraverso il pantaloni, nella loro posizione, una volta a metà polpaccio, un’altra un tantino più giù, un’altra ancora quasi alla caviglia (ovviamente mai in sintonia tra loro due, ci mancherebbe) e resisto, riesco a restare sereno. Li tiro sù una volta o due al giorno, quando non sono visto, quando lo decido io.
E la forza sta crescendo in me.
Topics: Uncategorized | 2 Comments »
March 5th, 2003 at 1:25 am
è la forza della tua immensa intelligenza. ma devi migliorare mio caro, perchè come dici, li tiri su in silenzio…una o due volte al giorno…senza che ti veda nessuno. bravo, continua così.
io ti posso consigliare il Prozac!!!
March 7th, 2003 at 3:51 pm
E’ da queste “piccole” cose che si capisce se realmente sei l’eletto…….mi pare che sei sul sentiero giusto (l’eletto non li sente nemmeno i calzettoni d’inverno e i calzini d’estate)