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    In senso inverso

    By matteo | April 21, 2007

    sensoinverso.jpgLa passione per Philip Kindred Dick fu frutto di un contagio bloggico, di diverso tempo fa. Dopo “Un oscuro scrutare” fu la volta di “Ubik”, la febbre salì e, in un raptus di paperonismo, si uscì dalla libreria con altri 7 tomi del sior Dick. Pur consigliandolo tutto, sino ad ora l’idea che più m’ha preso è stata quella presente in “In senso inverso“. A parte la copertina attuale (probabilmente l’unico neo dell’opera) che uno dice: “Che c’azzecca la vignetta di Vincino?”, il romanzo è imperniato sull’idea che il tempo, ad un certo punto, gira di senso e torna indietro, per gli uomini però, non per tutto. La “fase Hobart”, così vien chiamata ‘sta inversione, fa sì che la gente resusciti, che continui a ringiovanire fino a rientrare nell’utero e scomporsi nelle due primordiali cellule. Il racconto va giù come un moscato da meditazione, con la stessa ricchezza di sapori, odori e piaceri. I tanti spunti filosofici, sul senso del tempo, sulla conoscenza, sulla morte, si intrecciano con la vicenda che è un misto di azione e di colpi di scena. Se vi piace leggere qualcosa che non sia scontato, prevedibile, stucchevole e zuccheroso potrebbe essere una buona lettura. Nella mia biblioteca è nella categoria “capolavori“. Certamente qualche critico sapientone dirà che è un’americanata.

    Darei un palla di Squonk per avere un’idea simile, porcaccia. Anche tutte e due.

     

     

    Salviamo il Pianeta

     

     

    Topics: Marketing | 7 Comments »

    7 Responses to “In senso inverso”

    1. mytom Says:
      April 22nd, 2007 at 8:46 pm

      Philip Dick è il mio scrittore preferito, quello al quale sono più affezionato e del quale ho letto praticamente tutto. Pertanto posso permettermi di dire che “in sesno inverso” è uno di quei romanzi scritti per “campare”. Un opera minore, insomma. Il nostro PKD ha avuto per quasi tutta la vita grossi problemi economici, e certi romanzi li ha scritti controvoglia, giusto per raggranellare qualche spicciolo,

      I capolavori sono altri: L’uomo nell’altro castello (o “La svastica sul sole”), Ubik, Blade Runner (o “Cacciatore di androidi”), La trilogia di Valis, Noi Mariziani, Un oscuro scrutare (o “Scrutare nel buoi”) Le tre stigmate…, e un buon 80% dei racconti.

    2. Squonk Says:
      April 23rd, 2007 at 6:53 am

      Scusi, ma io che c’entro?

    3. laflauta Says:
      April 23rd, 2007 at 7:55 am

      @squonk, forse lei ha palle in eccedenza…

      insomma, messere, le han smontato anche il “capolavoro”, che è solo un’opera scritta per campare (cfr).

      Che periodino..

    4. spiritum Says:
      April 23rd, 2007 at 12:32 pm

      @Laflauta: avevo deciso da tempo di non addentrarmi in inutili discussioni sulle arti in genere. Ci son ricaduto con 300, ma ho ripassato le lezione e va bene così.

      @Squonk: era così, per dire una cosa alla quale ci si tiene.

    5. Squonk Says:
      April 23rd, 2007 at 2:36 pm

      Ci tengo io; lei, mi pare, un po’ meno.

    6. caporale Says:
      April 23rd, 2007 at 6:46 pm

      pensa che quando mi avevi parlato di questo Dick eri stato molto convincente ed ero andato alla biblioteca comunale a cercare l’oscuro scrutare.

      poi, sai, quando ci si mette di mezzo la sorte, avevano diversi libri, ma non quello che mi hai consigliato tu. è finita che ho preso un mumero a caso di capitan mutanda sempre molto apprezzato da mio figlio.

    7. Igene Says:
      April 25th, 2007 at 5:35 pm

      Quante pagine ha? Con i miei ritmi di lettura non vorrei ritrovarmi all’interno della placenta senza averlo ancora finito …